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The Urge of Being - expedition Po
Workshop residenziale e performance site-specific sul fiume Po

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22-26.09 

Teatro Nucleo Ferrara

parte di Totem Festival 2026

 

 

 

 

 

 

 


(Scroll down for the English Version)

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Con Daniela Marcozzi 
Fondatrice e direttrice artistica di Marcozzi Contemporary Theater (Berlin) 
Co-fondatrice dell’associazione culturale e progetto  M.A.R.E. Movimento Artistico Ricerca Ecologica (Italy)

 

Descrizione del workshop
The Urge of Being – Expedition è un workshop residenziale e una ricerca performativa site-specific ideata da Daniela Marcozzi, artista performativa, regista e ricercatrice interdisciplinare, fondatrice di Marcozzi Contemporary Theater (Berlino) e dell’associazione culturale M.A.R.E. Movimento Artistico Ricerca Ecologica.


Il progetto nasce all’interno della pratica The Urge of Being, sviluppata negli ultimi dieci anni attraverso una ricerca che intreccia arti performative, ecologia, neuroscienze dell’embodiment e biologia delle emozioni.

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Al centro del lavoro vi è il concetto di urge: una forza vitale e impulsiva che attraversa il corpo, orienta le nostre azioni e può diventare materia creativa, relazione e trasformazione.


Il workshop invita i partecipanti a esplorare la relazione tra urgenze personali e collettive, ecologiche, sociali e politiche,  interrogandosi sul ruolo della performance come forma di ascolto, presenza e attivismo.

Il percorso si svilupperà tra lavoro in studio e pratiche site-specific a contatto con il territorio del fiume Po, in dialogo con gli spazi e la comunità locale.
Il workshop residenziale è ospitato dal Teatro Nucleo di Ferrara, e le performance site-specific sono parte di Totem Festival 2026.



Contenuti artistici
Il lavoro si basa sulla metodologia On Urgency, sviluppata da Daniela Marcozzi e Marcozzi Contemporary Theater, che consiste nella raccolta di testimonianze e questionari anonimi sulle urgenze delle persone e dei territori, successivamente tradotti in linguaggi performativi: movimento, voce, azione scenica, performance durational e narrazione poetica.
Il workshop si articola in tre principali aree di lavoro:


1. Training fisico e vocale – Tap into Urgency
Attraverso pratiche fisiche, vocali e improvvisazioni guidate, i partecipanti entreranno in uno stato performativo basato sulla presenza dinamica e sull’ascolto dell’impulso. Il training prende ispirazione dal lavoro di Jerzy Grotowski e dalle pratiche sviluppate da Daniela Marcozzi negli anni di ricerca artistica.
Il corpo verrà esplorato come luogo di percezione, trasformazione e accesso all’energia impulsiva, lavorando sulla relazione tra movimento, voce, emozione e ambiente esterno.


2. Embodiment delle urgenze
La seconda fase del lavoro sarà dedicata all’embodiment delle urgenze raccolte attraverso i sondaggi. Le risposte verranno esplorate attraverso tecniche performative che permettono di trasformare immagini, parole, emozioni e tensioni in materiale scenico condivisibile.
L’obiettivo sarà comprendere come un’urgenza individuale possa entrare in risonanza con dimensioni più ampie — culturali, ecologiche, politiche — e diventare esperienza collettiva.


3. Composizione performativa
Nella fase finale i partecipanti svilupperanno azioni, scene e composizioni individuali o collettive a partire dal materiale emerso durante il workshop. La composizione si costruirà in dialogo con il paesaggio del Po e con i luoghi scelti per la restituzione finale.

Creazione della performance site-specific a partire dalla distribuzione di sondaggi alla comunità.


Una parte centrale del progetto consiste nella raccolta di sondaggi anonimi rivolti alla comunità. Attraverso domande dedicate al tema dell’urgenza, i partecipanti raccoglieranno testimonianze, immagini, desideri, paure e riflessioni provenienti dalle persone del territorio e dalle proprie comunità di riferimento.
Le risposte raccolte costituiranno la materia drammaturgica e performativa del lavoro. Attraverso la metodologia On Urgency, le parole delle persone verranno trasformate in movimento, voce, azioni performative e composizioni site-specific.
La performance finale si svilupperà in due differenti luoghi collegati al territorio del Po e alle attività del festival. I luoghi saranno definiti successivamente, in base alla logistica del festival e ai contenuti emersi dai sondaggi. L’intenzione è quella di lavorare in due contesti differenti: uno maggiormente antropizzato e uno più naturale, entrambi in relazione con l’acqua e con il paesaggio fluviale.

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